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Herbert Bauer (1935-1986) "dalle stelle alla terra"

Herbert Bauer (1935-1986) "dalle stelle alla terra" - ACIT VENEZIA

Herbert Bauer

(1935-1986)

 "dalle stelle alla terra

                                     metamorfosi della realtà iconica"

 

                            Composizione musicale "i Giardini di Orione" di Piero Pizzul
 

 

4 giugno - 31 luglio 2016

Orario d’apertura: 10:00-13:00/15:00-18:00

Art Night 2016 il 18 giugno la mostra rimartrà aperta fino alla 24:00

 

FESTIVI CHIUSO

INGRESSO LIBERO

 

Con il gentile contributo del

Goethe-Institut

e con il Patrocinio della Regione del Veneto

si ringrazia l'Herbert Bauer Archiv Stuttgart

 

 

Indirizzo: Palazzo Albrizzi, Cannaregio - F.ta San Andrea 4118, Venezia

Info: Tel. 041 522 54 75

e-mail: palazzoalbrizzi@alice.it

 

 

Herbert Bauer: Dalle stelle alla terra. Metamorfosi della realtà iconica.

Palazzo Albrizzi rende omaggio, con un’ importante mostra (4 maggio-31 luglio 2016), ad Herbert Bauer, uno dei più notevoli rappresentanti  della pittura astratta del XX secolo, in Germania.

 Sul percorso artistico di questo pittore e grafico incise in modo  determinante il suo rapporto con  Fritz Winter (1905-1976), allievo del Bauhaus e, accanto a Willi Baumeister (1899-1955), uno dei padri dell’Arte astratta dopo il 1945. L’opera di Winter ed il suo positivo incoraggiamento diedero a Bauer l’impulso  necessario ad  una  completa dedizione all’arte, dopo un tirocinio in qualità di cromolitografo e studi di Grafica pubblicitaria all’Accademia di Belle Arti di Stoccarda.

 Quel groviglio di forme intricate, tracciato quasi d’impulso, manifesta spontaneità, ma ad un attento esame disvela il suo carattere compositivo. Particolarmente  efficace  risulta  la chiara disposizione dei piani, su cui vengono spalmati colori  che si differenziano per intensità e luminosità, generando nel loro gioco contrasti insoliti-

 Alla metà degli Anni ’60, il suo linguaggio figurativo si evolve: colori intensi, luce e movimento improntano l’arte di questo espressionista . Per tutta la vita egli si misurerà con il tema “colore e luce”, restando fedele all’arte contemporanea di tradizione classica, alla maniera di Wassily Kandinsky e di Paul Klee.

 I dipinti degli Anni ’70 ingenerano una luce e una dinamica fino ad allora insperate. Le sue opere impressionano non solo per la ricchezza espressiva, compositiva e cromatica, ma anche per il loro profondo senso poetico. In Herbert Bauer uno degli elementi fondamentali  è il “Cosmo”: un universo evocato con mezzi pittorici che incombe sull’orizzonte umano, cui l’artista dà forma, e che talvolta fa pensare ai lavori poetici di Mirò e di Kandinsky.  Nel suo lessico figurativo domina la luce riflessa, che per la sua forza radiante affascina Bauer, proteso alla “Luce della Beatitudine”, come recita il titolo di una delle sue opere  fattasi metafora.

Il suo lavoro artistico manifesta, nel complesso, una forza creativa non comune, quale affermazione di vita. Questo vigore espressivo, connubio di forma e colore, resta nei suoi quadri inalterato persino  nei duri anni segnati dalla malattia e assegna ad Herbert Bauer un ruolo ben  definito nella pittura del  Sud-Ovest della Germania.

 Accanto alla pittura ad olio, sono esposti in questa mostra  dei disegni, in cui  si evidenzia l’incisività e sicurezza del segno. La linea nel corso degli anni si fa sempre più libera. Molti dei disegni rappresentano l’idea prima traslata nei dipinti di grande formato. Accomuna pressoché tutte le opere la nota lirica dei titoli e delle didascalie. Le annotazioni di Bauer, che nel “Diario” documentano la nascita di un quadro, si leggono come le strofe di una poesia. Non a caso Bauer viene  definito “pittore-poeta”.

 La mostra visualizza  il percorso artistico di Bauer che si articola  nel suo “Diario”. Linea, colore e luce, i tre temi qui trattati, sono gli elementi cardine dell’opera di Herbert Bauer, specifici anche all’occhio dell’ osservatore odierno.

 

 

Parliamo di Herbert Bauer. I suoi dipinti dalle tinte accese, dai contrasti stridenti, creano un legame attivo fra la pittura e l’universo, da cui mutuerà il titolo  dei propri lavori: “ magnificenza del cielo”, “ombre, stelle, vastità”, “oltre l’infinito”, che nascono e si dispiegano sull’onda del sentimento, non per riprodurre la realtà. E’ questo un principio fondamentale dell’Astrattismo, anche se Bauer sembra volersi ricollegare alla realtà cosmica in un viaggio che conduce la sua arte, fatta di luce e di colore, dallo spazio celeste alla terra: un viaggio fra due poli in cui l’artista stesso si muove come una meteora, tanto breve e folgorante è stato il suo percorso.

Questa mostra a Palazzo Albrizzi rappresenta un’importante momento storico, desidero sottolinearlo con gioia e convinzione: Herbert Bauer ci lascia generosamente in eredità  il compendio del suo intenso lavoro in campo artistico, ma lascia anche una profonda eredità d’affetti, affinché la memoria non scolori.

Ringrazio Susanne e Mechthild Bauer, rispettivamente madre e moglie di questo artista, strappato anzitempo al nostro patrimonio umano, per aver reso possibile, con il loro sostegno il realizzarsi di un evento.

 

Nevia Pizzul-Capello

Presidente dell’Associazione Culturale Italo-Tedesca di Venezia                                                                           Venezia, 4 giugno 2016

 

 

Reden wir über Herbert Bauer. Seine Bilder, die von einer intensiven Farbigkeit und starken Konstrasten geprägt sind, schaffen eine aktive Verbindung zwischen Malerei und dem Universum, aus der er die Titel seiner Werke ableitet: “Pracht des Himmels“, „Schatten Sterne Weite“, „Über der Unendlichkeit“, entspringen und entfalten sich dank der Gefühlswelt, nicht um die Realität darzustellen. Dies ist ein grundlegendes Prinzip der abstrakten Kunst, auch wenn Bauer sich an die kosmische Realität anzuknüpfen scheint, in einer Reise, die seine Kunst, bestehend aus Licht und Farbe, von der Himmelsweite bis hinunter zur Erde führt: eine Reise zwischen zwei Polen, in der sich der Künstler selbst wie ein Meteor bewegt, so kurz und strahlend ist sein Weg gewesen.

Diese Ausstellung im Palazzo Albrizzi stellt einen wichtigen historischen Moment dar, ich möchte es mit Freude und Überzeugung betonen: Herbert Bauer hinterlässt uns in seiner Großzügigkeit eine Sammlung seiner intensiven künstlerischen Arbeit, hinterlässt aber auch ein affektives Erbe, damit die Erinnerung nicht verblasst.

Ich bedanke mich bei der Familie Bauer, Erbin  dieses Künstlers, welcher unserem menschlichen Erbgut viel zu früh entrissen wurde, dafür dass sie mit ihrer Unterstützung diese Veranstaltung ermöglicht hat.

 

Nevia Pizzul-Capello


Präsidentin der Deutsch-Italienischen 
Kulturgesellschaft Venedig                                                                          Venedig, 4. Juni 2016

 

 

Nei quadri “al di là di ogni quesito”, “Nello spazio silenzioso” e “Ultimi dipinti senza titolo”, tutti del 1985, l’osservatore scopre che una pronunciata gestualità detta le modalità e il tipo di pittura.

É il diktat di chi lotta per la purezza delle sue scelte artistiche, che cerca di mantenere l’unità dell’immagine mentre i contorni sfumano, la luminosa trasparenza si attenua.

La pittura di Herbert Bauer è anelito di vita, è respiro. Ed è un anticipato congedo in forma visiva. Con gli ultimi quadri si conclude precocemente una grande opera artistica, che seppe protrarre in forma innovativa la tradizione della pittura astratta.

Dobbiamo solo immaginare, di fronte  alla precoce morte di un artista, la quantità di quadri ancora in nuce.

 

                                                                                               Günther Wirth

 

Bei den Bildern “Jenseits der Fragen”, “Im lautlosen Raum” und “Letzte Bilder Ohne Titel”, alle 1985 steht der Betrachter vor dem Phänomen, daß eine prononcierte Gestik die Art und Weise der Malerei diktiert. Es ist das Diktat dessen, der um die Reinheit seiner künstlerischen Haltung ringt, der im Verschwimmen der Konturen, im partiellen Glanz der Transparenz, die Einheit des Bildes zu wahren sucht.

Herbert Bauer’s Malerei: das ist jetzt Lebenshauch, ist wie Atmen. Und es ist das Vorwegnehmen des Abschieds in bildnerischer Gestaltung. Mit den letzten Bildern endet viel zu früh ein großes künstlerisches Werk, das die Tradition der abstrakten Malerei innovativ weiterführte.

Nur zu ahnen ist bei diesem frühen Künstlertod die Fülle der ungemalten Bilder.

                                                                                                                                                                                                                                                        nach Günther Wirth

 

 

 

                                                                                 

AMANDO L'ITALIA

AMANDO L'ITALIA - ACIT VENEZIA

 

Mostra di pittura

Silke Höppner,

Lutz Jungrichter,

Hans Kutschke,

Almut-Sophia Zielonka

                                                

a Palazzo Albrizzi

 11 giugno - 30 luglio 2016 (prorogata)

Orario: 10:00-13:00/15:00-18:00

Festivi chiuso

Ingresso libero

 

 

 La mostra “Amando l’Italia” è sintesi del lavoro di quattro artisti tedeschi che vivono a Dresda e gravitano intorno alla locale Galleria Himmel. Essi conoscono a fondo l’Italia, percorsa in occasione di ripetuti viaggi, o per avervi soggiornato nel corso dei loro studi o anche per quella Sehnsucht romantica,  cui i nostri amici d' Oltralpe non sanno sottrarsi dall’epoca di Goethe. - Non è un caso che si stiano celebrando nel 2016 i duecento anni dalla pubblicazione del “ Viaggio in Italia.- 

 

 

 

Gli artisti di “Amando l’Italia" lavorano tutti con un tratto personalissimo in base ad un’esperienza maturata in un rapporto ideale con il nostro Paese. 

 

 

 

Silke Höppner colpisce l’osservatore per i suoi  campi veneziani, architettonicamente orientati, soffusi di luce e colore, attinti da una tavolozza dalle tonalità che sfumano  dal bruno terra di Siena al bruno terra naturale .  

Lutz Jungrichter, che ha intensificato i suoi viaggi verso il Sud dopo l’caduta del Muro di Berlino, preferisce da sempre i paesaggi, alternandoli  a nature morte, quale espressione di un Realismo magico intriso di suggestioni metafisiche.  

L’opera di Hans Kutschke,  prodotta a partire dal 1970, è un tesoro non ancora del tutto svelato: all’osservatore  si manifesta un coinvolgente mondo immaginifico, silenzioso, venato di malinconia. 

Almut-Sophia  Zielonka offre una pittura finemente articolata che incontra l’uomo inserito negli spazi vitali più diversi: interni,  spazi urbani, paesaggio.  

 

ACIT VENEZIA

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