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MOSTRE 2022

III TRIENNALE D'ARTE DI VENEZIA

III TRIENNALE D'ARTE DI VENEZIA - ACIT VENEZIA

 

 

 

 

 

III Triennale d'Arte

di Venezia

DAL 4 SETTEMBRE AL 30 dicembre 2021

PALAZZO ALBRIZZI-CAPELLO

CANNAREGIO, F.TA SAN ANDREA 4118

TEL. 3319052529

 

 

 

 

 

 

M° Bonamini: la vogatrice

 

ESPONGONO:

FRANCIA:    Lina Karam

 

 

GERMANIA: Hans Joachim Kasselmann

                  Dagmar Schenk Güllich

                  Antje Tesche Mentzen

                  Hans Christian Duvivier

                  Christiane Brandt

                   Franz Baumgartner         

                   Günter Sponheuer

                   Sebastian Osterhaus

                   Beatrix Ost

 

                 

ITALIA:        Gino Bonamini

                   Beppe Catellani

                   Giuseppe Denati

                   Gianfranco Donati

                   Andreina Galimberti

                   Michele Ginevra

                   Margherita Mauro

                   Paola Nordera

                   Antea Pirondini

                   Sonia Ros

                   Gabriela Spiller

                   Marilena Visini

 

POLONIA      Karl-Karol Chrobok

 

PORTOGALLO Beatriz Pacheco-Pereira

 

RUSSIA          Helena Chataline

                     Yulia Dyachenko

                     Ekaterina Zacharova

 

SVEZIA:         Helena Björnberg

 

INGRESSO LIBERO

Orario: dal lunedì al venerdì ore 10:00-13:00/15:00-18:00

           Sabato dopo il concerto

           Chiuso i festivi

 

Info: Palazzo Albrizzi-Capello

Cannaregio 4118 - F.ta S. Andrea

30121 - Venezia

Tel: +39 041 522 54 75/3319052529

e-mail: palazzoalbrizzi@gmail.com

 

 

 

 

La Divina Commedia

La Divina Commedia - ACIT VENEZIA

               

 

Omaggio Italo-Tedesco a Dante

A 700 anni dalla morte (1321 -2021)

Dante giunse a Venezia nel 1321 in qualità di ambasciatore di Guido Novello da Polenta, signore di Ravenna,e durante il suo soggiorno fu ospite della famiglia Soranzo, presso Campo San Polo. Di Venezia, lo colpì particolarmente l’Arsenale, che lo ispirò per la descrizione della pena riservata ai barattieri nel Canto XXI dell’Inferno. In questo passo, Dante paragona la pece bollente in cui i condannati per baratto si trovano immersi, alla tenace pece utilizzata per il calafataggio nell’Arzanà dei Veneziani.

Le tre terzine di Dante, che contengono questo efficace parallelismo, si possono oggi leggere su una lapide posta alla sinistra dell‘ingresso principale dell'Arsenale e, sulla destra del grande portone di ingresso, si può ammirare anche un busto in bronzo dedicato al Sommo Poeta.

 

Antea Pirondini: Caronte                               Oltre ad aver stimolato il genio poetico di Dante, Venezia rappresentò anche l’ultima stazione del suo percorso di vita, in quanto, attraversando le Valli di Comacchio lungo il viaggio di ritorno, egli vi contrasse la malaria, che lo uccise a Ravenna il 14 settembre 1321.

A 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, il progetto si propone di mettere in luce quanto oggi sia importante questo suo percorso di vita che passa attraverso Venezia, cui egli porse omaggio nella sua Divina Commedia.

Le riflessioni sulle traduzioni tedesche della Divina Commedia nel Novecento (George e Borchardt) costituiscono l'elemento di base attorno al quale si sviluppa questo progetto, correlato a una mostra italo-tedesca dedicata alla Divina Commedia, introdotta da una relazione filologica, che mette a confronto l'opera del Vate supremo con traduzioni poetiche tedesche che rispettano le leggi della versificazione e cercano di creare una struttura poetica equivalente a quella di Dante.

Le tre Cantiche sono rappresentate nelle opere di Antea Pirondini, che nei suoi dipinti ricrea le atmosfere del Purgatorio e dell’Inferno e dall’artista tedesca Lidia Epshtein di Wuppertal, che riproduce magistralmente nella materia serea dei suoi batik la levità cromatica dell’Empireo.

La mostra s’inaugura martedì 5 ottobre alle ore 18 a Palazzo Albrizzi-Capello ed è introdotta da un Intermezzo musicale sul Tema: “Dante ed i Trovatori. Amor sacro e Amor profano nell’Europa medievale” per voce e strumenti originali d’epoca con l’Ephémeris Duo: Simona Gatto e Davide Gazzato.

L’Associazione Culturale Italo Tedesca di Venezia, che celebra il suo 50.Anno di attività, intende coinvolgere le Scuole, soprattutto gli Istituti Superiori del Veneto, in accordo con i Dirigenti Scolastici ed i Docenti, per accostare Il mondo della Scuola ad una realtà divenuta tangibile a distanza di 7 secoli attraverso l’Arte che abbatte le barriere e sfida il tempo. 

Nevia Capello                                                                                                  Venezia, 5ettembre 2021

Presidente ACIT Venezia

La mostra si inaugurerà il 5 ottobre con le opere di Antea Pirondini. La sua mostra rimarrà aperta fino al 15 novembre.

Dal 20 novembre esporrà Lidia Epshtein le sue opere fino al 30 docembre 2021. L'intermezzp musicale, che aprirà questa mostra, sarà a cura del Trio Vivaldi, con Enzo Caroli e Fabiola Braconi flauto e Alvise Stiffoni violoncello con brani di A. Vivaldi e F.J. Haydn.

la Divina Commedia - Epshtein

la Divina Commedia - Epshtein - ACIT VENEZIA

Lidia Epshtein

dipinti su seta e disegni

20 novembre-30 dicembre 2021

 

 

Ich möchte Ihnen jetzt eine kurze Beschreibung der Ausstellung von Lidia Epshtein über die Göttliche Komödie” bieten, die Sie besuchen werden, im Anschluß an dem musikalischen Ereignis, das die Präsidentin der Richard Wagner Gesellschaft, Alessandra Althoff,  zum Anlaß der Wagner Tage veranstaltet hat.

Eigentlich war Lidia Epshtein gerade in Venedig, den- ihre Ausstellung wurde am Samstag den 20. November hier eröffnet.  Ihre Bilder hängen in den lichtdurchfluteten Ausstellungsräumen des Palazzo Albrizzi-Capello, in der Galerie der Bibliothek unseres Sitzes.

Die Künstlerin wurde in der Ukraine geboren. Sie studierte Design an der Kunsthochschule in Charkow und arbeitete dort als Textildesignerin. Schon während des Studiums interessierte sie sich für die klassische Malerei.

1997 wanderte sie mit ihrer Familie nach Deutschland aus.

 Heute ist Wuppertal ihre zweite Heimat geworden. Hier arbeitet die Diplom-Designerin als selbständige Künstlerin und gibt Malkurse. Ihr Werk ist vielseitig, sowie auch die Materialien, mit denen sie sich beschäftigt. Landschaften auf Seide, Portraits in Öl, Stadtansichten in Aquarell - und wenn sie weder Farbe noch Stoff zur Hand hat, dann fotografiert sie auch.

In der Ausstellung werden Aquarelle, Grafiken und Batiken gezeigt. 

Sie stellt in diesem Mal-Zyklus die drei Gesänge von Dante dar.

Neben den farbenfrohen seidenen Bändern des Paradieses tauchen die Farben in ihren Zeichnungen in den dunklen Abgrund der Hölle

Lass uns jetzt analysieren  welche historische Bedeutung Dante für Venedig hat

Dante kam 1321 als Gesandter von Guido Novello da Polenta, dem Herrn von Ravenna, in Venedig an und war während seines Aufenthalts bei einer venezianischen Familie, den Soranzos, in der Nähe von Campo San Polo zu Gast.

In Venedig beeindruckte ihn besonders das Arsenale, das ihn zu der 
Beschreibung der Strafe für Tauschhändler im Canto XXI der Hölle
inspirierte. In dieser Passage vergleicht Dante das kochende Pech,
in das sich die zum Tausch Verurteilten wiederfinden, mit dem Pech,
das er im Arzanà der Venezianer gesehen hatte.
Dantes drei Triolen, die diese wirkungsvolle Parallelität enthalten, 
sind jetzt auf einer Tafel links vom Haupteingang des Arsenale zu
lesen und rechts neben der großen Eingangstür ist auch eine dem
Obersten Dichter gewidmete Bronzebüste zu bewundern.
Venedig hat nicht nur Dantes dichterisches Genie stimuliert, sondern sie 
ist auch die letzte Station seiner Lebensreise, denn als er auf dem
Rückweg die sumpfigen Comacchio-Täler durchquert, erkrankt er an
Malaria, die ihn am 14. September 1321 in Ravenna tötet.
700 Jahre nach Dantes Tod möchte das Projekt zeigen, wie wichtig 
dieser Lebensweg ist, der durch Venedig führt und in seiner Göttlichen
Komödie maßgeblich präsent ist.

 

 

La Divina Commedia
Omaggio italo-Tedesco a Dante
A 700 anni dalla morte (1321 -2021)

Dante giunse a Venezia nel 1321 in qualità di ambasciatore di Guido
Novello da Polenta, signore di Ravenna, e durante il suo soggiorno fu
ospite della famiglia Soranzo, presso Campo San Polo. Di Venezia, lo

colpì particolarmente l’Arsenale, che lo ispirò per la descrizione della

pena riservata ai barattieri nel Canto XXI dell’Inferno. In questo passo,

Dante paragona la pece bollente in cui i condannati per baratto si

trovano immersi, alla tenace pece utilizzata per il calafataggio nell'Arzanà 

dei Veneziani.

 

Così di ponte in ponte, altro parlando 

che la mia comedìa cantar non cura, 

venimmo; e tenavamo il colmo, quando    

restammo per veder l’altra fessura di Malebolge

e li altri pianti vani; e vidi la mirabilmente oscura.

Quale ne l’arzanà de’ Viniziani 

bolle l’inverno la tenace pece 

a rimpalmare i legni lor

non sani ché navicar non ponno

- in quella vece chi fa suo legno novo

e chi ristoppa le coste a quel che più viaggi fece; 

chi ribatte da proda e chi da poppa; 
altri fa remi e altri volge sarte; 
chi terzeruolo e artimon rintoppa  -

tal, non per foco, ma per divin’arte, 
bollia là giuso una pegola spessa, 

che ’nviscava la ripa d’ogne parte.

I’ vedea lei, ma non vedea in essa 

mai che le bolle che ’l bollor levava, 

e gonfiar tutta, e riseder compressa

Mentr’io là giù fisamente mirava, 

lo duca mio, dicendo «Guarda, guarda!», 
mi trasse a sé del loco dov’io stava.

Allor mi volsi come l’uom cui tarda 

di veder quel che li convien fuggire 

e cui paura sùbita sgagliarda

che, per veder, non indugia ’l partire: 
e vidi dietro a noi un diavol nero 

correndo su per lo scoglio venire.  

 

Le tre terzine di Dante, che contengono questo efficace parallelismo, si
possono oggi leggere su una lapide posta alla sinistra
dell‘ingresso principale dell'Arsenale e, sulla destra del grande portone di
ingresso, si può ammirare anche un busto in bronzo dedicato al Sommo

Poeta.
Oltre ad aver stimolato il genio poetico di Dante, Venezia rappresentò

anche l’ultima stazione del suo percorso di vita, in quanto, attraversando

le
Valli di Comacchio lungo il viaggio di ritorno, egli vi contrasse la malaria,
che lo uccise a Ravenna il 14 settembre 1321.
A 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, il progetto si propone di

mettere in luce quanto oggi sia importante questo suo percorso di vita

che passa attraverso Venezia, cui egli porse omaggio nella sua Divina

Commedia.
Le riflessioni sulle traduzioni tedesche della Divina Commedia nel

Novecento (George e Borchardt) costituiscono l'elemento di base attorno
al quale si sviluppa questo progetto, correlato a una mostra italo-tedesca

dedicata alla Divina Commedia, introdotta da una relazione filologica, che
mette a confronto l'opera del Vate supremo con traduzioni poetiche

tedesche che rispettano le leggi della versificazione e cercano di creare

una struttura poetica equivalente a quella di Dante.


La Divina Commedia è stata tradotta in tedesco più di 170 volte.

Di conseguenza, le traduzioni compiute e un centinaio di incomplete

si assommano ad una settantina.

L'enorme numero di traduzioni attesta la fruttuosa recezione dell'Opus

Summum di Dante, dal Settecento ad oggi, nei paesi tedeschi, dove

Dante era conosciuto non come poeta ma come autore politico.

Nel 1767-69 Lebrecht Nachenschwanz pubblicò la prima traduzione

tedesca completa della Divina Commedia.

Già lo svizzero Johann Jakob Bodmer aveva promosso la recezione dell'

opera di Dante nel 1763, con il suo saggio "Das dreyfache Gedicht des Dante",

a cui avevano contribuito i poeti e filosofi romantici:

August Wilhelm Schlegel, Friedrich Schlegel, Schelling e Hegel.

Nel XIX secolo apparvero due importanti traduzioni, quella di Filalete

(pseudonimo del re Johann von Saxen. 1839-1848) e quella di Karl Witte,

fondatore della Società Dantesca tedesca (1865), entrambe corredate da

un commento.

Si può dire senza esagerazione che furono Witte e Filalete a fondare la scienza

dantesca e a creare un solido terreno a tutte le successive  traduzioni  tedesche,

assumendo il testo originale di Dante e rendendolo chiaro attraverso un’esegesi 

introduttiva.

Nel XX secolo la Divina Commedia veniva tradotta da alcuni dei più importanti

filologi dell'epoca: Karl Vossler (1942), Hermann Gmelin (1949/54),

Walther von Wartburg con la moglie Ida (1963). Oltre al loro lavoro, non va

dimenticato quello dei poeti Stefan George (1912) e Rudolf Borchardt (1923)

per citare solo i più famosi. Mentre Borchardt traduce l'intero Poema, George

difende la sua traduzione parziale affermando: "L'autore di questa traduzione

non ha mai pensato ad una messa in scena completa della Divina Commedia,

poiché a ciò non basterebbe una vita.”

Due Cantiche sono rappresentate nelle opere di Antea Pirondini, che nei
suoi dipinti ricrea le atmosfere del Purgatorio e dell’Inferno e dall’artista

tedesca Lidia Epshtein di Wuppertal, che riproduce magistralmente nella
materia aerea dei suoi batik la levità cromatica dell’Empireo..

L’Associazione Culturale Italo Tedesca di Venezia, che celebra il suo 50.Anno

di attività, intende coinvolgere le Scuole, soprattutto gli Istituti
Superiori del Veneto, per accostare Il mondo della Scuola ad una realtà

divenuta tangibile a distanzadi 7 secoli attraverso l’Arte che abbatte le

barriere e sfida il tempo.

Nevia Capello

Präsidentin der ACIT Venedig

 

ACIT VENEZIA

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